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Vademecum delle Azioni Positive

Dopo l’entrata in vigore del Nuovo Codice delle Pari Opportunità (219 Kb documento PDF) tra uomo e donna e la conseguente abrogazione di numerose leggi esistenti in materia, tra cui anche la L. 125/1991, tranne l’art. 11, la materia delle “Azioni positive” è trattata nel Libro III - Capo IV del Codice dal titolo “Promozione delle pari opportunità”.
L’art. 42 e seguenti stabiliscono cosa sono, come si realizzano e come si possono finanziare, sia nel pubblico, che nel privato, le azioni positive, viste come occasioni per apportare cambiamenti all'interno del tessuto organizzativo e sociale, a vantaggio della crescita professionale di lavoratrici e lavoratori e dell'innovazione nei processi e nelle culture di impresa.

Cosa sono e quale scopo hanno:
L’art. 42 (30 Kb documento PDF) “Adozione e finalità delle azioni positive” le definisce, al comma 1, come azioni dirette a favorire l’occupazione femminile, realizzando l’uguaglianza sostanziale tra uomini e donne nel lavoro, mentre al comma 2 ne identifica gli scopi.

Chi può presentare progetti:
L’art. 43 (38 Kb documento PDF) “Promozione delle azioni positive” indica da chi possono essere promosse con particolare riferimento a datori di lavoro pubblici e privati, Consigliere di Parità, Centri e Comitati Pari Opportunità a livello nazionale locale e aziendale, Centri di formazione professionale, Organizzazioni sindacali nazionali e territoriali.

Come possono essere finanziate:
Il Comitato Nazionale di Parità formula, entro il 31 maggio di ogni anno, un Programma obiettivo (Provvedimento del 30 maggio 2006 – G.U. n. 160 del 12 luglio 2006 - 46 Kb documento PDF) nel quale vengono indicate le tipologie di progetti di azioni positive che intende promuovere, i soggetti ammessi per le singole tipologie ed i criteri di valutazione.

L’art. 44 (45 Kb documento PDF) “Finanziamento” e seguenti (art. 45-46-47) evidenziano come possono venire attuate e finanziate le azioni positive e precisamente con “Progetti di Azioni Positive”, da presentare al Ministero del Lavoro, predisposti da imprese, cooperative, consorzi, enti pubblici, associazioni, organizzazioni sindacali nazionali e territoriali e centri di formazione professionale accreditati.
Per la loro attuazione sono previsti, su domanda e a precise condizioni, rimborsi totali o parziali a copertura degli oneri finanziari (art. 47).
Modello domanda (formato PDF - 126 kb).

Le modalità per accedere al contributo sono previste dal decreto interministeriale 15 marzo 2001 (98 Kb documento PDF) – Disciplina delle modalità di presentazione, valutazione e finanziamento dei progetti di azione positiva per la parità uomo-donna nel lavoro di cui alla legge 10 aprile 1991, n. 125.
Il termine di presentazione delle domande è dal 1 ottobre al 30 novembre di ogni anno.

L’art. 48 (35 Kb documento PDF) “Azioni positive nelle pubbliche Amministrazioni” stabilisce che le Amministrazioni pubbliche hanno l’obbligo di adottare “Piani di Azioni Positive”, di durata triennale per la rimozione degli ostacoli che di fatto impediscono la piena parità nel lavoro tra uomini e donne e per promuovere l’inserimento delle donne nei settori e nei livelli professionali nei quali esse sono sottorappresentate.

 

 

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Aggiornata al 03 agosto 2007